Gay & Bisex
Il lago delle meraviglie pt.1
Bassolazio35
04.11.2025 |
2.542 |
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"Lo sportello del guidatore è spalancato, seduto alla guida c'è un uomo e, giù dalla vettura, accovacciata, c'è una donna con le mutande scese che fa pipì..."
La scorsa estate, per via di alcuni problemi personali, non potevo allontanarmi molto da casa per fare vacanza. Così ho aperto Google Maps, ho allargato la cartina in un raggio di 150 km da casa mia e ho valutato qualche luogo dove fosse possibile rilassarmi ma senza annoiarmi. La scelta è caduta sul Lago di Bracciano: ad una distanza ragionevole, con l'acqua purissima e balneabile e, nel caso volessi divertirmi, con Roma a due passi.Viste le premesse, non mi aspettavo una vacanza di divertimento e avventure, soprattutto sessuali, ma si sa che la vita non è mai come ce la aspettiamo ed è andata alla grande. In generale, quella settimana, è stata piacevole e molto movimentata, tanto che potrei trarne spunto per diversi racconti ma, quella di cui voglio scrivere, è una giornata in particolare, rimasta scolpita nella mia memoria.
VOGLIA DI LIBERTA’
E’ il terzo giorno di vacanza e non ho voglia di stare tra la gente, anche se le spiagge di Trevignano Romano, dove soggiorno, non sono mai stracolme ed è tutto molto ‘easy’. Quel mattino, però, prendo la macchina e, senza sapere dove dirigermi, parto in direzione di Bracciano. Sono circa a metà strada, sui tornanti della provinciale che costeggia il lago, quando mi scappa di fare pipì. Proseguendo per qualche chilometro, scorgo un primo spiazzo a lato della carreggiata, con tanto di staccionata in legno e un cartello informativo turistico. Mi fermo per curiosare e capisco che si tratta di un punto di interesse archeologico: ci sono i resti di una antica villa romana, parzialmente immersa nelle acque del lago. Mi apparto tra i rovi e scorgo la riva del lago, grazie a delle aperture nella vegetazione, evidentemente create dall'uomo. Li per lì non mi soffermo, faccio pipì, prendo la macchina e riparto, proseguendo per Bracciano. Dopo aver fatto un mezzo tour turistico, decido che è arrivata l’ora di rilassarmi e mi dirigo con la macchina sul lungo lago, fermandomi in un posto molto tranquillo dove mi riposo, leggo, faccio il bagno.
A ritorno, sempre sulla provinciale lungo lago, mi accorgo che di quelle piazzole ce ne sono altre e scorgo delle macchine parcheggiate. Capisco che sono, in qualche modo, dei punti di interesse o, comunque frequentati da persone ma, lì per lì, non mi soffermo e proseguo verso casa a Trevignano.
LA PIAZZOLA ED IL PRIVE’ NATURALE
Solo al mattino seguente ripenso a quella macchine ferme nelle piazzole e l'istinto mi dice che in quei posti accade qualcosa di stuzzicante. Così riparto con il mio zainetto pieno di tutto il necessario: cibo, acqua, libro, cuffiette, telo, fazzolettini, condom (immancabili).
Arrivo poco dopo nella seconda piazzola, quella più grande, dove il giorno prima ho visto le auto sostare e, questa volta, ce n'è solo una parcheggiata. Scendo, mi affaccio dal primo ingresso tra i rovi e intravedo una canna da pesca e un borsone, il che mi delude perché, evidentemente, non si tratta di nulla di erotico o sessuale, bensì di un pescatore solitario. Mi dirigo verso l'altra apertura nella vegetazione e scopro una specie di angolo di paradiso: i rovi e gli alberi formano una sorta di 'privè' naturale, una grotta verde affacciata sul lago: acqua cristallina, nessuna traccia di esseri umani, ombra e silenzio.
Decido di rilassarmi e mi stendo sul telo, mangio, ascolto musica, medito ma, soprattutto, chatto un po' sui vari gruppi Telegram, sulle app di incontri e sui siti di annunci dove, da giorni, ho annunciato il mio arrivo in zona. Tra le mille persone che mi scrivono, un ragazzo pare davvero interessato: "Ciao, fratè, mi chiamo Luca e ho 25 anni. Ho letto che sei in zona lago di Bracciano e cerchi giovani etero o bisex". Senza girarci intorno, anche perché stressato dalle mille chat avviate da inizio vacanza, rispondo: "Si, sono a Trevignano per una settimana da solo e ospito ma non in questo momento, perché sono sul lago. Comunque mi trovo sulla strada tra Bracciano e Trevignano".
La conversazione si fa subito interessante: "Ah cavolo, io sono alla prima esperienza con un ragazzo ma mi ha attirato ciò che hai scritto sull'annuncio, soprattutto il massaggio erotico. E’ gratis vero?". A quel punto capisco che non è uno dei tanti chiacchieroni e mi sbilancio: "Guarda, se mi mandi una tua foto possiamo organizzarci, così su due piedi non so che dirti perché non so come sei fatto. Magari mi raggiungi qui, è un posto totalmente isolato e credo abbastanza sicuro".
Credendo mi mandi a quel paese, poggio il cellulare e vado a farmi un breve bagno rigenerante.
Quando esco dall'acqua, mi siedo su una roccia al sole e riprendo il telefonino per vedere se mi ha risposto. Non solo l'ha fatto ma c'è una foto a scomparsa pronta per essere visualizzata. Mi aspetto la solita fotografia del cazzo o del culo ma, con mio stupore, è un selfie in primo piano. E’ un ragazzo molto bello, biondo, magro, lineamenti delicati ma maschili e degli improbabili occhiali da sole, un po’ tamarri. Il messaggio vocale non è da meno:" Guarda, io sto in pausa pranzo e ho solo 40 minuti, se mi mandi la posizione ti raggiungo", fa lui con accento marcatamente romanesco.
COGLI L’ATTIMO
Solitamente, prima di un incontro chiedo sempre i gusti dell'altro, cosa gli piace fare e cose del genere ma, in questo caso, capisco di dover cogliere l'attimo e invio la mia posizione. Dopo due minuti mi scrive che sarà da me in un quarto d'ora! Non so come faccio a rimanere calmo, perché la situazione è del tutto inusuale: sono in un posto che non conosco, all'aperto, non mi sono preparato né curato nell'aspetto e non so cosa può accadere. Mentre sono voltato verso il lago in attesa sento un rumore di foglie calpestate e mi giro di soprassalto, trovandomi davanti il tipico bulletto romano, ventenne, di quelli che ho sempre guardato e bramato sulle spiagge di Ostia, nei parchi di Roma o a passeggio nella Capitale. E’ biondo, occhi azzurri, magro ma tonico, jeans aderenti, maglia colorata e Nike bianche. La conversazione si mette subito bene, ci presentiamo, mi dice che è sposato e aspetta un bambino, che si ammazza di lavoro perché, lui e la sua donna, vogliono prendere casa e mettere su famiglia. La cosa più paradossale è che sta lì a parlare di quanto ami la sua donna e il bimbo in arrivo, poco prima di fare sesso con un uomo!
Ad un certo punto, si accorge del tempo che passa e torna a parlare del perché è venuto, anche se ha le idee poco chiare. Voglia di staccare? Voglia di trasgredire? Bisessualità inespressa? Non lo sa neanche lui e io lo metto subito a suo agio:" Stai sereno perché è molto comune e non sei l'unico, anzi. Non chiedertelo, non adesso, viviti il momento e vedi come va". Lui comincia a farmi complimenti per come sono educato e gentile e mi ringrazia delle belle parole espresse quando l’ho visto sul suo aspetto. Capisco che tocca a me fare la prima mossa e lo invito a sposarci verso una piccola rientranza tra gli alberi, più isolata: giusto il tempo di abbassarmi e lui si slaccia i jeans attillati e caccia un cazzo di almeno 19/20 centimetri, già durissimo. Senza esitare, spalanco la bocca e comincio a succhiarlo. L'unica variante che aggiungo è una veloce leccata di culo, cosa che lo manda totalmente fuori di testa: ha un sedere liscissimo senza peli né difetti e la lingua stenta ad ammorbidire l'ano per quanto è stretto.
"Oh fratè me stai a fa' impazzí ma che cazzo è sta roba? Sei un mito".
Questa è la frase più eccitante che mi sia stata mai detta durante un rapporto e mi spinge a voler concludere per vederlo godere. Così riprendo a succhiare, fino a che lo sento dire ad alta voce: "Sto pe' scoppia fratè, se fai così sborro".
Detto, fatto. Mi riempie la bocca e rimane lì, ansimante, che mi fissa negli occhi. Io mi giro, giusto il tempo di sputare tutto quel nettare sull'erba e mi rialzo, trovandomi faccia a faccia con lui. Torniamo allo slargo sul lago e, come se niente fosse, ricominciamo a parlare delle nostre vite.
IL POST COITO INATTESO
Vuole sapere perché sto in vacanza da solo e, quando gli confido che sono diversi anni che viaggio in solitaria, che non ho un compagno e che sono stato ferito a morte dell'ultima storia, lui si commuove. "Senti io nun capisco come fa uno come te a sta da solo! Un bel ragazzo, simpatico, accogliente, porco come nessuno e fai massaggi da Dio: tu meriti d’ avè qualcuno accanto, ti giuro nun me capacito".
Passato questo momento di emotività lo saluto, credendo che voglia scappare via, come fanno un po' tutti dopo l’orgasmo. Invece, mi dice che ha altri dieci minuti e che gli fa piacere rimanere un altro po'. Al che, lo faccio distendere sul telo di spalle e gli faccio uno dei miei massaggi alla schiena e alle spalle, cosa di cui mi ringrazia per almeno tre volte. "Oh, non sai tra quello che abbiamo fatto prima e sto massaggio come mi hai rimesso al mondo. Mo’ posso anná a lavoro sereno". Ci abbracciamo forte senza parlare e, da quel momento, rimango mezz'ora seduto su una roccia e fissare il lago.
IL CORRIERE
Neanche il tempo di riflettere sulla bellissima e inattesa esperienza, quando alcuni suoni strani, simili a versi di animali, attirano la mia attenzione. Ci metto almeno due minuti per capire da dove provengono, visto che sono nel nulla e che, in realtà sono gemiti femminili: l'unica ipotesi è che vengano dal parcheggio. Piano piano mi avvicino alla radura dove avevo appena fatto sesso col tipo e noto un furgoncino a noleggio parcheggiato sulla piazzola, più in alto rispetto a me. Lo sportello del guidatore è spalancato, seduto alla guida c'è un uomo e, giù dalla vettura, accovacciata, c'è una donna con le mutande scese che fa pipì. Lui scende subito dopo, si pulisce il cazzo con un cleanex, lei si riveste e risalgono sul furgone, ripartendo in fretta e furia. Mi ritiro nuovamente sulla roccia a meditare, stentando a capire che razza di giornata mi stia capitando e, poco dopo, mi viene sonno e mi stendo a riposare.
Quando mi sveglio dal pisolino, mi tuffo di nuovo nell'acqua limpida del lago, mi riprendo e controllo il cellulare. Tra i vari messaggi di amici e parenti, trovo un’altra notifica su Telegram. "Ciao, ho letto il tuo last su annunci, sono un corriere e ho pochissimo tempo. Se sei a casa passo al volo sto a Trevignano per consegne". Rispondo che, purtroppo, non sono a casa e che rientro nel tardo pomeriggio. Lui, però, insiste. "No, oggi non sarò a Trevignano, sono davvero pieno, sono un bel ragazzo e ho voglia di svuotarmi". Nessun romanticismo come il tipetto di prima ma quella frase mi fa bagnare all'istante.
"Guarda, anche se sembra assurdo, ho appena succhiato uno in riva al lago. Sto in un posto isolato e da solo, se proprio stai soffrendo, passa anche tu ma almeno mandami una foto del viso". Con lui è un po' più difficile contrattare, sia sulla foto, sia sulla location dell'incontro ma, dopo qualche mia fotografia spinta, anche il corriere cade nella tela. Tempo venti minuti e arriva. È un bel tipo sulla 30ina, moro e molto maschile, parla con accento napoletano e va subito al sodo: si cala i pantaloni da lavoro e me lo sbatte in gola. Succhio forse due minuti scarsi e lui viene senza avvisarmi, tutt'altro stile rispetto al ragazzetto di prima. Ma ci sta. Si pulisce, saluta e riparte col suo furgone delle consegne.
A quel punto, capisco che la giornata può considerarsi conclusa e me ne vado anche io, facendo il tragitto verso casa sovrappensiero, ripensando a quanto accaduto in poche ore. Da quel giorno, quel posto è il mio luogo del cuore e ci sono già tornato due volte, anche se non mi sono capitate altre avventure.
Ci tornerò.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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